Un viaggio nell'Italia del 2015, l'anno dell’ Expo. A piedi, in bici, in barca e in treno. Dodici documentari e una mappa raccontano vecchie e nuove infrastrutture, prodotti e ambienti alimentari. Scopri i nostri percorsi e pubblica testi, foto, video per far conoscere le eccellenze e le criticità del tuo territorio.

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Cos'è Experia

Experia è un progetto per Expo 2015 che si sviluppa in collaborazione tra Rai Expo, Politecnico di Milano, Padiglione Italia e che descrive, attraverso 12 documentari, le trasformazioni che hanno contribuito a plasmare il paesaggio italiano. Il racconto si basa sull’esperienza diretta dei luoghi, fatta con i mezzi della mobilità lenta, lungo itinerari tematici che sono appoggiati a reti e infrastrutture materiali e immateriali, agli ambienti naturali e ai paesaggi alimentari che hanno unito il Paese: vere e proprie strutture portanti che reggono la forma del paesaggio italiano e che costituiscono ancora elementi molto forti del tessuto connettivo del Paese.

I documentari studiano e raccontano i sistemi territoriali che collegano luoghi e persone attraverso il paesaggio: storie e progetti su ferrovie, canali, opere di ingegneria e di architettura, ambienti naturali e paesaggi plasmati dall’uomo, luoghi di interscambio tra diversi modi e velocità di movimento, ma anche reti immateriali come consorzi, parchi, associazioni, itinerari e luoghi della religiosità. Il principio al quale si fa riferimento è quello della “conoscenza situata”, che si basa sull’importanza dell’esperienza reale e diretta del territorio come stimolo del senso di appartenenza delle persone ai luoghi, che è fattore fondamentale per lo sviluppo organico di un paesaggio fortemente antropizzato e delicato come quello italiano.

La piattaforma web affianca e completa la lettura ed il racconto dei luoghi dei documentari, integrando l’esperienza reale con un’esperienza virtuale. Essa raccoglie, collega, organizza e rende visibili altri racconti, ma soprattutto rende visibili in forma aperta e condivisa ulteriori progetti e iniziative che avvengono intorno agli stessi luoghi di Experia. In questo modo, si dà spazio alle persone coinvolte in progetti di sviluppo territoriale che arricchiscono – attraverso le loro azioni – il percorso narrato – attraverso gli occhi – nei documentari.

Attraverso i documentari e la piattaforma si portano “dentro” a Expo i padiglioni naturali che si trovano in molte parti d’Italia, nei luoghi che si trovano “fuori” Expo e che vivono prima, durante ma soprattutto “dopo” Expo.

Lo scopo è quello di promuovere la conoscenza, identità, attrattività e valorizzazione dei territori, coinvolgere le comunità locali, mettendo in risalto le energie positive che hanno portato alla progressiva realizzazione del paesaggio italiano e che ancora oggi ne supportano la continua trasformazione. Ma, soprattutto, la piattaforma è un luogo di condivisione e di confronto, che dia spazio alle terre di mezzo, all’Italia dei 1000 paesaggi e paesi, portando un contributo alla costruzione delle più vera e importante eredità dell’Evento milanese: una nuova geografia dell’Italia, per immaginare e progettare insieme il futuro, ma anche per riscoprire il ruolo e la vocazione di servizio pubblico della Rai e del sistema delle Università.

I percorsi lungo i quali si sviluppano i 12 documentari sono geo-localizzati, insieme ai luoghi e ai personaggi chiave del progetto, mettendo in evidenza le linee tematiche di interconnessione tra i diversi territori e gli ambienti alimentari. Si disegna in questo modo una nuova mappa che rende accessibili tramite un click storie, persone e progetti, così da “navigare” attraverso l’Italia in modo ipertestuale e crossmediale, realizzando una sorta di “internet dei luoghi”: sintesi che tiene insieme locale e globale, l’esperienza reale con quella virtuale, dove storie e situazioni vere, anche se marginali, possono essere messe in luce sulla scena globale, così come succede per i siti web, grazie a internet.

 

Progetto a cura di:

Rai Expo: Simone Argilli, Carlo Durante, Davide Di Stadio, Davide Di Santo, Gianluca Fagone, Massimo Favia, Jessica Fedele, Edoardo Fleischner, Elisabetta Foti, Cristiano Leuti, Eduardo Lutzenkirchen, Marina Liuzzi, Luciano Mazzone, Guido Morandini, Serena Pallotto, Roberto Paoletti, Diego Piscitelli, Francesca Valido, Giuliana Varone.

Politecnico di Milano: Andrea Rolando, Luisa Collina, Alessandro Scandiffio.

Padiglione Italia: Direzioni eventi e contenuti espositivi e Ufficio Stampa e comunicazione di Padiglione Italia.

 

  • 4° tappa: Polesine Parmense – Boretto

    via d’acqua : fiume PO dal Km 383 al Km 432 dalla sorgente infrastrutture attraversate: Ponte Strada Statale Asolana  Parma- Mantova, Ponte strada Provinciale 111 distanza percorsa: km 49 tempo impiegato: 5,30 ore Dialoghi con l’acqua Incontro le persone che del Po hanno fatto ragione della propria vita. Persone che si raccontano perché hanno da raccontare. Chi scende il Po per “tradurlo”in un documentario o in libro non può sottrarsi dal fascinazione  che si prova ad ascoltare le storie di Massimo Spigaroli,  Vitaliano Daoglio, Giuliano Landini.  Parlano dell’acqua che sale durante le piene del Fiume come una cosa normale. Nelle  cronache giornalistiche  invece le alluvioni terrorizzano. Così il Po fa solo paura e allontana. Occorre dialogare con l’acqua, rispettarla, non sottrargli spazi. Il Po, come dicono da queste parti, prende e dà.

  • 3° tappa Piacenza-Polesine Parmense

    via d’acqua : fiume PO infrastrutture attraversate: linea ferroviaria  Milano-Bologna, linea ferroviaria AV, Autostrada del sole, linea ferroviaria Fidenza-Cremona, autostrada Torino-Brescia distanza percorsa: km 50 tempo impiegato: 5 ore L’ascensore non funziona!   Cos’è una conca? Di fatto un ascensore. La differenza  da quelli che siamo abituati a prendere abitualmente qui il pavimento non è solido, ma liquido.  A Isola Serafini  Il Po è stato  sbarrato da una diga per produrre energia elettrica e ha interrotto con un salto la continuità del Fiume. Per poter navigare occorre superare il dislivello d’acqua creato dallo sbarramento. La conca però non funziona sempre. Il Po negli ultimi decenni a valle si è abbassato.Di fatto l’ascensore idraulico si ferma prima di arrivare al piano (d’acqua) quindi non si può scendere. A fianco della vecchia c’è un grosso cantiere:si sta realizzando una nuova conca che se tutto procede tra due anni si navigare tutta l’asta del Po dal mare fino a Valenza.

  • 2° tappa Vigevano-Pavia

    partenza: da Pavia al  “Canottieri Ticino” arrivo  a Corte S’ Andrea (Lo) via d’acqua : fiume Ticino, fiume Po distanza percorsa: km 50 voga alla veneta per 10 km Infrastrutture attraversate: Stazione Idrovolanti di Pavia della linea aerea Torino-Trieste ( archeologia areonatica); Castello d’acqua del Naviglio Pavese del sistema di conche di navigazione Milano Venezia (archeologia Idraulica); Ponte in ferro della Becca alla confluenza tra Ticino e Po (archeologia industriale); Guado della Francigena a Corte S’Andrea (archeologia della Fede). Che viaggio è? Un transito nella storia o una sulfata nel presente? Credo che Experia sia tutti e due. L’onda lunga della vita materiale sedimentata nei millenni di storia e l’immaterialità del contemporaneo. Il ferro rugginoso del ponte della Becca. Una trave appoggiata su piloni di mattone, monumento alle certezze del progresso ottocentesco. Una torre Eiffel padana come  celebrazione dello spirito delle Esposizioni Universali. Dall’altro lato  la ricerca di fondamenta spirituali dei pellegrini che a centinaia arrivano sul greto del Fiume e aspettano un traghetto che faccia proseguire  il loro viaggio verso Roma e Gerusalemme. Il ponte immateriale sul Po a  Corte S’Andrea è tenuto su dai piloni dell’anima. Una infrastruttura che non ha bisogno di cantieri, sta su da sola con la forza della fede e  anticipa un altro evento il Giubileo del 2016. Oggi Expo e Giubileo si bagnano i piedi sulle acque del PO . Domani nella terra del Culatello e del Parmigiano.

  • 1° tappa Vigevano-Pavia

    partenza dagli “amici della Lanca Ayala”, arrivo e pernottamento ai “Canottieri Ticino” via d’acqua : fiume Ticino distanza percorsa km 36 voga alla veneta tempo impiegato 5 ore con 2 pause Finalmente siamo partiti.  Dopo due mesi impiegati per la costruzione della barca Angelo può testarla dal vivo. Da Valenza Trasferiamo “experia” a  Vigevano. Qui incontriamo  Piero Corsico Piccolino un  “tisinat” che viveva del fiume e fino agli anni 80 ha raccolto i sassi bianchi per rifornire le industrie  che realizzavano stoviglie in vetro e ceramica. Piero ci aiuta a raccogliere un pò per portarli con noi fino a Venezia. Li  faremo il nostro Piatto in vetro per l’Expo. A mezzogiorno cominciamo la discesa verso Pavia. Acque dove occorre tenere aperti gli occhi. Qui è più facile scendere in canoa che su una barca di 9 metri. Angelo mi impartisce i compiti come remare. Superiamo il Ponte di Barche di Bereguardo. IL fiume diventa più tranquillo, le sue sponde sono vissute, gente che prende il sole e si diverte. In acqua canoisti, ci avviciniamo a Pavia. Siamo arrivvati spinti dalla corrente e dalla sola forza delle braccia. Guido, dalle stanze della Canottieri Ticino

  • Oggi la presentazione di Experia!

    Oggi, nell’ambito di Re-Cycle Italy Rai Expo, Padiglione Italia e Politecnico di Milano presentano la piattaforma web del progetto Experia e il concorso per studenti universitari Racconta il tuo territorio (Politecnico di Milano Aula Rogers ore 17.00>20.30)

  • Venezia / Milano – Dall’Arsenale alla Darsena

    Si riparte dall’Arsenale di Venezia, quando la Serenissima era nel suo periodo di massima grandezza. Cosa resta di questo “impero commerciale delle Acque”? Sicuramente centinaia di km di vie ancora navigabili e soprattutto una rete che mette in relazione ambienti biologici, alimentari, lacustri, paesaggistici unici al mondo: i Colli Euganei, le grandi valli veronesi, il lago di Garda, il bacino del Chiese, il lago di Iseo, il canale Villoresi. Attraverso le nuove conche di navigazioni, infine, si arriva alla Darsena di Milano.

  • Terra e libertà – Garibaldi agricoltore

    Sull’isola di Caprera, nel Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, Giuseppe Garibaldi creò una piccola comunità di pastori, mezzadri, fattori e amici; la sua casa venne ingrandita e vennero via via aggiunte tutte le strutture necessarie: il forno, il mulino a vento, il magazzino per gli attrezzi, la stalla e la dispensa. Itinerario storico e racconto intimo e di un’esperienza decisiva, con la voce di Giuseppe Garibaldi, il pronipote dell’eroe protagonista dell’Unità d’Italia.

  • La terra trema – Coltivare per ricostruire

    Avezzano 1915, L’Aquila 2009. Due terremoti che hanno ridisegnato il paesaggio e l’economia di un territorio. Un viaggio sulla linea ferroviaria della dorsale centrale, da Terni all’Aquila, passando per Sulmona, nel cuore del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L’incontro con le comunità della montagna, il coraggio di chi è rimasto, il rito dello scambio dei semi, i camminanti e la festa di Sant’Antonio.

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  • L’anima della Montagna – Parchi Nazionali e luoghi di fede

    Non è difficile vedere nella catena degli Appennini una sorta di spina dorsale del Paese. Lo è sicuramente sotto l’aspetto morfologico, ma anche dal punto di vista ambientale e storico. Seguendo gli antichi percorsi di crinale, o la rete ferroviaria dismessa che collegava da nord a sud tutto l’interno della penisola, si scopre un’Italia profonda, che resiste allo spopolamento e ritrova vecchie e nuove forme di spiritualità.

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  • Radici nel cemento

    Nelle grandi città metropolitane italiane si cerca un nuovo rapporto tra aree urbane e campagna, attraverso la ridefinizione dei “margini” e del “non costruito”. Scopriamo Roma, Milano e Torino come grandi comuni agricoli. Si moltiplicano le fattorie urbane, gli orti sui tetti, gli spazi verdi per il tempo libero che diventano anche risorse per una nuova cultura del cibo. In viaggio, tra il Parco Regionale di Veio e quello dell’Appia Antica a Roma, e dall’avveniristica torre Intesa San Paolo al Basic Village a Torino.

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  • Alpi – Vigneti, valichi e trafori

    Dalla Liguria alla Lombardia, ma passando per la Val d’Aosta e il Piemonte. In treno, da Ventimiglia a Limone, sulla teleferica del Piccolo Cervino, in bici sui Valichi della Val di Susa e di nuovo sulla strada ferrata delle Cento Valli. Avanti e indietro tra i confini di Italia, Francia e Svizzera, alla ricerca di infrastrutture d’alta quota: i cosiddetti “vigneti eroici”. Poi il traforo del Sempione, l’opera che ha ispirato la prima Esposizione Universale italiana, quella di Milano 1906.

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  • Senz’acqua – Fonti e Acquedotti del Sud-Est

    Viaggio lungo l’Acquedotto Pugliese. Da Caposele, in Campania, fino Santa Maria di Leuca, estremo sud della Puglia, seguendo il tracciato di una delle più grandi opere infrastrutturali dell’Italia Post Unitaria. Più di 400 km in bici sulla strada di servizio del canale principale. Poi, a piedi, dentro i tunnel dell’acquedotto, per raggiungere i cantieri delle riparazioni necessarie a mantenere funzionante un’opera che ha ormai più di 100 anni. Acqua da bere e acqua da mangiare. Una rete che si estende per 18.000 km per arrivare ai rubinetti e alle tavole di milioni di persone.

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  • Sole, sale, Sele – Le bonifiche della Capitanata e della Piana del Sele

    Da est a ovest, dalla Puglia alla Campania. L’agricoltura sulla sabbia a Zapponeta, la luce abbagliante delle saline di Margherita di Savoia e la diga di Occhito, il bacino idrico che ha cambiato il destino della Capitanata, una zona dove la scarsità di precipitazioni sembrava precludere ogni possibile sviluppo agricolo. E poi a ovest, verso la Piana del Sele, sulle tracce di colture specializzate, la quarta e la quinta gamma alimentare, nel cuore del territorio in cui affonda le sue radici la Dieta Mediterranea, vero e proprio “elisir di lunga vita”.

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  • Adriatico – In cerca di una pesca sostenibile

    Il pesce della vigilia: nei giorni di Natale, a Napoli, la preparazione del Capitone si rivela un rito sacrificale. Comincia così la ricerca delle anguille, fino al Lago di Lesina, nel Parco Nazionale del Gargano. Poi, l’Adriatico vero e proprio, all’altezza delle Marche: le paranze e le volanti di San Benedetto del Tronto, l’asta del pesce a Porto San Giorgio, la piccola pesca a Pedaso e Pappa Fish, un innovativo progetto di educazione alimentare. Un mare che non è solo un ecosistema a rischio ma un laboratorio per la pesca del futuro.

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  • Un Po a sud – Il canale emiliano romagnolo e i suoi frutti

    Si parte dal Fiume Po, a Salvatonica di Bondeno, dagli edifici di presa del CER, il grande canale irriguo che da’ acqua all’agricoltura specializzata della Romagna. Il Canale Emiliano Romagnolo è la testimonianza tangibile di una lotta secolare per la bonifica idraulica e lo sviluppo agricolo di queste terre. La sua acqua è il motore dello sviluppo economico e crea ricchezza. Qui si sperimentano tecniche di irrigazione legate ai diversi tipi di colture, i giovani agricoltori parlano di fare impresa, si torna alla terra.

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  • Milano/Venezia – Viaggio nel golfo padano

    Milano era una città del mediterraneo. In passato, il sistema dei Navigli attraverso il Po creava un collegamento navigabile con Venezia e l’Adriatico. Tutte le principali città del nord Italia, del resto, hanno o hanno avuto un porto fino ai primi anni del ‘900. Merci e persone si spostavano in barca lungo una rete di fiumi e canali, così come oggi si usa l’autostrada o la ferrovia. Da questo punto di vista Venezia, destinazione di questo viaggio di Experia, assume l’aspetto di una città terminale di un reticolo di “isole” urbane collegate da vie d’acqua. Clicca qui per vedere la puntata integrale.

  • Terre d’Acqua – Il canale Cavour e il riso

    Viaggio da Torino a Milano lungo il “padiglione naturale” del riso, seguendo la grande infrastruttura idrica del canale Cavour. Un’opera idraulica di importanza internazionale, lunga 80 km e costruita a metà dell’Ottocento per portare l’acqua alle risaie. Con la bici e la barca si percorre un paesaggio antropico unico in Europa e nel mondo. Agricoltura, gestione sapiente del territorio, storia, memoria e progetti di valorizzazione ambientale.

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Concorso

Tv

Eventi

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Il concorso Experia

La giuria, composta da Paolo Verri di Padiglione Italia di Expo Milano 2015, Edoardo Fleischner, per Rai Expo, e Andrea Rolando del Politecnico di Milano ha esaminato 38 progetti, che sono stati elaborati con il contributo di 150 studenti e giovani laureati in architettura, ingegneria, medicina, scienze della comunicazione, economia, fotografia e cinema, provenienti dalle principali università e scuole di livello universitario italiane, da Torino a Palermo, dalla Sardegna e dalla Sicilia e dalle Puglie alla Lombardia.

Una prima selezione ha individuato 27 progetti, per arrivare poi alla scelta finale di 18 progetti, che raccontano il territorio italiano, le sue ricchezze e le sue possibili trasformazioni.

La presentazione dei progetti premiati avrà luogo in occasione della proiezione in anteprima dei documentari di Experia nei giorni 15 (palco antistante il Media Centre) e 28 giugno (in Expo, la location è da confermare), dedicato ai territori e ai paesaggi del cibo italiani.

Padiglione Italia si metterà in contatto con ciascun capogruppo dei gruppi vincitori, per l’invito a Milano in una delle date dedicate a questa iniziativa.

Hanno vinto i seguenti progetti: Brodetto,  cambiaGO,  Experia la capitale del riso, Feed MI, Filami, GastronoME, Marchigianità, Morale, Padiglione Verde, Partinico2020, Repower, Rigenerazione, Settembre, Sfusato , Steel Life, Trasformazioni, TusciaGastronomica, Tusciaway.

Scarica qui la lista dei progetti vincitori (.pdf).

Scarica qui il bando del concorso (.pdf).

Experia In TV

La serie tv, Experia – Viaggio in Italia nell’anno dell’Expo, prodotta da Rai EXPO, con la consulenza scientifica del POLITECNICO DI MILANO, è composta da dodici documentari dedicati alle eccellenze, alle criticità e alle trasformazioni del territorio italiano.

La serie, in onda su Rai2 alle 23 e 55 dal 12 giugno al 28 agosto, si ispira ad un’idea  di servizio pubblico nata nel 1958 con Il Viaggio nella valle del Po di Mario Soldati.

A piedi, in barca, in bici o in treno, da nord a sud. Così si è spostato Guido Morandini, film-maker, narratore e self-tracker, che, munito di un sistema di navigazione satellitare, ha percorso itinerari inediti riscoprendo le vie di comunicazione, le infrastrutture, le opere, gli ambienti e i paesaggi alimentari che hanno unito l’Italia e che nell’era dei collegamenti veloci rischiano di risultare invisibili. Ogni puntata è l’occasione per abbinare grandi opere e produzioni agroalimentari: il Canale Cavour e il riso, l’Acquedotto pugliese e i cereali, la Piana del Sele e l’ortofrutta. Ma è anche un modo per attraversare tutte o quasi le regioni d’Italia incontrando uomini e donne, locali e migranti, operai e padroni, e per scoprire tradizioni, innovazioni, storie, memorie, esempi e progetti di riqualificazione urbana e rurale.

 

Le puntate:

L’anima della Montagna – Parchi Nazionali e luoghi di fede | Vai alla puntata

Terra d’Acqua – Il canale Cavour e il riso | Vai alla puntata

Sole, sale, Sele – Le bonifiche della Capitanata e della Piana del Sele | Vai alla puntata

Un Po a sud – Il canale emiliano romagnolo e i suoi frutti | Vai alla puntata

Adriatico – In cerca di una pesca sostenibile | Vai alla puntata

La terra trema – Coltivare per ricostruire | Vai alla puntata

Senz’acqua – Fonti e Acquedotti del Sud-Est | Vai alla puntata

Alpi – Vigneti, valichi e trafori | Vai alla puntata

Milano/Venezia – Viaggio nel golfo padano | Vai alla puntata

Venezia/Milano – Dall’Arsenale alla Darsena | Vai alla puntata

Terra e libertà – Garibaldi agricoltore | Vai alla puntata

Radici nel cemento – Agricoltura in città | Vai alla puntata

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Gli eventi Experia

Sabato 6 giugno, Experia debutta a Expo Milano 2015 con le anteprime di  Terra d’Acqua – Il canale Cavour e il riso e L’anima della Montagna – Parchi Nazionali e luoghi di fede, due dei cinque episodi che saranno mostrati nell’Auditorium di Palazzo Italia nel mese di giugno. Alle proiezioni interverranno molti dei protagonisti dei documentari con le loro testimonianze. A conclusione della giornata di apertura, saranno premiati gli studenti vincitori del concorso Racconta il tuo territorio, diventa protagonista del Padiglione Italia.

Conferenza stampa
Sabato, 6 giugno 2015, ore  11.00, Press Conference Room, Media Center Expo Milano 2015 (ingresso ovest)
Programma delle anteprime
Le proiezioni avranno luogo nell’Auditorium di Palazzo Italia alle ore 18.30

Sabato 6 giugno

Terra d’Acqua – Il canale Cavour e il riso

L’anima della Montagna – Parchi Nazionali e luoghi di fede

Lunedì 8 giugno

Un Po a sud – Il canale emiliano romagnolo e i suoi frutti

Lunedì 15 giugno

La terra trema – Coltivare per ricostruire

Sabato 20 giugno

Sole,sale,Sele – Le bonifiche della Capitanata e della Piana di  Eboli

Domenica 28 giugno

Radici nel Cemento – Agricoltura in città

Adriatico – In cerca di una pesca sostenibile

 

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