HUNGRY AND FOOLISH

La grande avventura del cibo

Uno straordinario viaggio nella storia dell’umanità e nella sua incessante e folle ricerca del cibo – Docufilm, durata 73′

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Copyright RAI 2015

Il documentario, con i sottotitoli in inglese, è stato proiettato all’Expo Centre di Expo Milano 2015 martedì 27 ottobre 2015.

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Un viaggio intorno al mondo alla ricerca dei luoghi e delle comunità dove il tempo si è fermato e questa storia è ancora viva. Una storia fatta di tradizione e innovazione, potere e disperazione, speranza e creatività. Una grande chiave di lettura per capire il mondo del cibo. Per scoprire le radici profonde del tema di Expo Milano 2015.

Hungry and Foolish racconta la storia di come ci siamo procurati da mangiare, ma soprattutto la storia di come questo sia sempre stato lo stimolo di ogni grande tappa dell’umanità. E di come ogni innovazione nella produzione di cibo abbia sempre cambiato anche (con alti e bassi) qualità della vita, cultura, rapporti di potere all’interno delle società e fra regioni del mondo, salute, abitudini, costumi. Non è insomma una storia dell’agricoltura, ma una storia dell’inventività umana piena di sorprese, che può toccare tutti, e che dà tutto un altro significato al celebre aforisma secondo il quale “noi siamo quello che mangiamo”.

Ed è una storia che non è mai stata raccontata.

Hungry and Foolish, il ritorno della Rai alle grandi produzioni internazionali di documentari. 

Leggi il blog “Hungry and Foolish, racconto semiserio di una grande avventura televisiva”


La mappa del viaggio

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La base è una reinterpretazione della mappe che dopo i grandi viaggi esplorativi del XVI secolo 1500, quando i geografi iniziarono a disegnare il mondo con i due emisferi. La restituzione del mondo aveva così una suggestiva forma a cuore. Noi abbiamo semplicemente posto il centro anatomico del mondo alle Svalbard. Un altro segno grafico, è la fascia climatica intorno al 40° parallelo, che ha dato il primato euroasiatico dell’agricoltura. Noi lo abbiamo descritto attraverso il viaggio di Marco Polo. Questo asse continua con il viaggio di Cristoforo Colombo verso le Indie Occidentali, inizio dell’epoca della convergenza, il cui risultato è l’odierna globalizzazione.

 

Le tappe del viaggio

 

svalbardIsole Svalbard, Norvegia

Alle Svalbard, arcipelago a metà strada fra la punta settentrionale della Norvegia e il Polo Nord, abbiamo visitato la Global Seed Vault, la banca globale dei semi, che custodisce una “copia di riserva” di tutta la biodiversità agricola mondiale.

I semi delle piante che ci danno da mangiare rappresentano l’inizio della storia del nostro cibo, ma anche il futuro, perché da essi dipende in ultima analisi la nostra capacità di continuare a sfamare miliardi di persone su questo pianeta.


 

2-TANZANIAHadzaland, Tanzania

In un angolo remoto della Tanzania, abbiamo conosciuto gli Hadza, una delle ultime tribù al mondo a vivere ancora di caccia e di raccolta, ovvero solo di ciò che la natura spontaneamente offre.

Negli Hadza possiamo vedere la vita dell’umanità per centinaia di migliaia di anni fino all’invenzione dell’agricoltura, quella per la quale la nostra specie si è adattata, e che ancora oggi assomiglia a una specie di paradiso.


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Tigrai, Etiopia

Sugli altipiani del Tigrai la vita è ancora come quella dei primi agricoltori, che vivevano di pochi cereali e qualche legume, e conducevano una vita povera e durissima.

All’inizio, e per molto tempo, l’invenzione dell’agricoltura non fu affatto un buon affare, almeno per chi doveva lavorare la terra, ma fu la premessa indispensabile per lo sviluppo della civiltà per come oggi la conosciamo.


 

cina-risaieYunnan, Cina

Sulle montagne dello Yunnan, ai confini col Vietnam, si sono le ultime risaie tradizionali della Cina, infiniti specchi d’acqua che riflettono il cielo mantenuti e coltivati dagli Hani, oggi protetti dalla FAO come patrimonio agricolo dell’umanità.

Già qualche migliaio di anni fa, le risaie permisero di triplicare i raccolti e sostenere quello che è stato a lungo il più grande, ricco e popoloso impero della storia.


sicilia

Sicilia, Italia

In Sicilia hanno appena cominciato a essere coltivati nuovi frutti tropicali come manghi e lichi, ultimi eredi di una tradizione di scambi con altre terre cominciata in epoca preistorica e poi continuata da tutti i popoli passati per l’isola.

L’arrivo di nuove di piante da terre lontane, culminato con il grande scambio fra Vecchio e Nuovo Mondo dopo i viaggi di Colombo, ha aumentato la disponibilità di cibo in ogni continente, e ha soprattutto arricchito di nuovi sapori le cucine di tutto il mondo.


 

hamish

Pennsylvania, Stati Uniti

Nelle campagne della Pennsylvania abbiamo incontrato gli Hamish, una comunità venuta nel Settecento dalla Svizzera tedesca, che per motivi religiosi non accetta le tecnologie moderne e conserva ancora le pratiche agricole dell’Europa di allora.

La rivoluzione agricola che ebbe luogo in Inghilterra nel Settecento grazie ai primi agronomi moderni permise di raddoppiare la produzione agricola, quindi di far crescere la popolazione europea e permetterle di dominare il mondo.


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Londra, Regno Unito 

Grazie al treno e ad altre tecnologie della Rivoluzione Industriale, Londra fu la prima città del mondo a importare gran parte del suo cibo dall’estero, e ancora oggi importa da altri paesi oltre l’80% di quello che mangiano i suoi abitanti.

La globalizzazione del cibo iniziata nei paesi più ricchi nell’Ottocento ha cambiato per sempre la geografia del cibo e ha finalmente posto fine alle carestie che periodicamente avevano afflitto le popolazioni.


 

indiaOrissa, India

Nelle campagne e nelle città dell’India abbiamo visto gli effetti della Rivoluzione Verde, quella rapidissima modernizzazione agricola che ha cambiato per sempre il volto dei paesi emergenti dell’Asia e dell’America Latina.

Per la prima volta nella storia, la produzione di cibo è aumentata più rapidamente della popolazione, che è così esplosa: in cinquant’anni, il mondo è cambiato.


 

argentina

Balcarce e Rosario, Argentina

Nelle sconfinate pampas dell’Argentina, la produzione di cereali è diventata una “macchina da guerra” enormemente produttiva che ci svela gli straordinari traguardi, ma anche i limiti ambientali della moderna agricoltura industriale, e le possibili soluzioni.

L’Argentina è uno dei granai del mondo ed esporta grano, mais, ma soprattutto soia verso i paesi emergenti dell’Asia. Il consumo di risorse naturali è però molto forte, anche se, nei laboratori, la ricerca comincia a offrire le prime soluzioni.


 

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Boston, Stati Uniti

Alla periferia di Boston, una giovane coppia ha deciso di tornare a lavorare la terra e a ricostruire intorno a una coltivazione biologica la vita sociale della loro comunità.

La modernizzazione della produzione del cibo ha creato contraddizioni e disagi che si esprimono spesso con la nostalgia di un passato che ci appare “più umano”.

 

Credits

HUNGRY AND FOOLISH – La grande avventura del cibo – è una produzione Rai Expo.

Da un’idea di Giovanni Carrada

Scritto da Giovanni Carrada con Daniele Cini,  Davide Di Stadio, Carlo Durante, Marina Liuzzi, Leonardo Marini

Musiche di Andrea Guerra

Fonico di presa diretta Simone Cusieri

Fotografia di Alfredo Farina

Montaggio di Massimiliano D’Ottavi e Debora Longini

A cura di Valentina Rosti e Lucia Sirocchi

Organizzazione e Produzione Gianluca Falessi

Regia di Daniele Cini

 

HUNGRY AND FOOLISH, la grande avventura del cibo è stato realizzato con risorse interne RAI.

La produzione è stata realizzata in collaborazione con il Centro di Produzione TV di Roma.

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