1964: La Pietà di Michelangelo all’Expo di New York

11 giugno 2015: in occasione del National Day della Santa Sede a Expo, uno straordinario racconto che ci porta indietro nel tempo, al 1964 all’Esposizione di New York

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11 giugno 2015. Si celebra a Expo Milano 2015 il National Day della Santa Sede. Con la  partecipazione  di S. E. Angelo Card. Scola, di S. E. Gianfranco Card. Ravasi e di S. E. Angelo Card. Bagnasco sono in programma  una serie di interventi  presso l’Auditorium di Expo.

La storia delle Esposizioni Universali ha visto la partecipazione della Santa Sede in diverse edizioni: Bruxelles, Montreal, Saragozza, Brisbane, Hannover ed altre. Nel proprio padiglione sono state sempre collocate opere d’arte di inestimabile valore che hanno richiamato milioni di visitatori da tutto il mondo.

Il Padiglione della Santa Sede a Milano custodisce,  per la durata dell’Esposizione,  alcuni capolavori d’arte: uno tra tutti “L’Ultima Cena” di Jacopo Robusti detto “il Tintoretto“, datato 1561, giunto qui dalla Chiesa di San Trovaso a Venezia.

Ma è fuori di dubbio che quella indicata da Papa Giovanni XXIII per l’Esposizione di New York del 1964 fa storia a sé: La Pietà di Michelangelo. Papa Roncalli morì un anno prima dell’inaugurazione dell’Esposizione e non poté vedere la sublime statua nella sua collocazione americana. Il suo successore Papa Paolo VI diede seguito a questo progetto di portata storica. E così fu che nell’aprile del 1964, dalla sua Cappella in San Pietro l’opera parte alla volta degli Stati Uniti.

Esperti di varie tecniche sono stati chiamati a raccolta in Basilica: si trattava di far scendere la statua a livello pavimentale, imballarla per affrontare un lungo viaggio in nave, far scendere la cassa a livello della piazza S. Pietro, caricarla prima su un camion poi sulla nave Cristoforo Colombo che dal porto di Napoli l’avrebbe portata a New York. Un solo sbaglio poteva avere conseguenze disastrose. Non si potevano correre rischi. Il Vaticano si affida quindi ai migliori: a persone di esperienza e fiducia, professionisti di massimo livello. Tra questi, i Minguzzi, specialisti nel trasporto delle opere d’arte che da  generazioni effettuano spostamenti di capolavori colossali, da obelischi a gruppi equestri, a basamenti di colonne monumentali ad intere collezioni di musei.

E chi meglio di Antonio Minguzzi, all’epoca poco più che ventenne, può descriverci quell’impresa, quell’emozione, quella tensione, quei giorni? Ascoltiamolo quindi nell’intervista che abbiamo realizzato con lui, dove gli abbiamo anche chiesto di commentare le splendide  immagini realizzate della RAI in occasione dello spostamento dalla Basilica.

Raffaella Cortese

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