Perché il mondo del cibo ha bisogno di innovazione

La storia dell’agricoltura è una lunga storia di innovazione: dalla domesticazione delle prime specie vegetali coltivate alle tecniche di lavorazione della terra e di irrigazione, dagli incroci per ottenere varietà migliori di piante e animali ai fertilizzanti, i pesticidi, fino alle biotecnologie agricole o l’uso di sofisticati sensori e tecnologie digitali. L’uomo, per millenni, ha lavorato per rendere più efficiente e produttiva l’agricoltura.

Oggi e nel prossimo futuro l’agricoltura avrà più che mai bisogno di innovazione. La grande sfida del 2050 è produrre abbastanza cibo per una popolazione che raggiungerà i 9 miliardi di persone, producendo di più senza utilizzare più terra di quanto già facciamo e senza compromettere clima e ambiente (da ricordare che l’agricoltura è l’attività umana con il maggiore impatto ambientale).

Sul “come” innovare l’agricoltura resta però un grande dibattito, andato in scena anche a Expo. Quello degli OGM è il tema più caldo, ma non è l’unico. In ballo ci sono nuove tecniche agricole, nuove varietà di piante, nuovi sistemi di irrigazione e fertilizzazione. Anche strumenti come i droni, i sensori connessi a internet e i satelliti artificiali possono rendere l’agricoltura più precisa ed efficiente.

E attorno all’applicazione di questi strumenti nei campi nascono start up e imprese innovative, spesso fondate da giovani che vedono nell’agricoltura il futuro, e non il passato. All’altro estremo, anche la grande industria alimentare continua a investire nell’innovazione dei processi produttivi.


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