Un pianeta non ci basta: ne servirebbero due e mezzo

Se tutta l’umanità vivesse come l’Europa, consumerebbe 2,6 volte le risorse che la Terra può fornire. Lo dice il WWF con il Living Planet Report – video

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La chiamata è urgente, e non possiamo più aspettare a rispondere. Secondo il Living Planet Report 2014, il rapporto internazionale sullo stato di salute del Pianeta curato dal World Wildlife Fund (WWF), lo spazio vitale dell’umanità è ai limiti.

Il nostro deficit ecologico (la sproporzione tra le risorse naturali che consumiamo e la capacità del pianeta di rigenerarle) non fa che aumentare costantemente. Lo prova tra l’altro il fatto che le popolazioni di numerose specie animali vertebrati – quindi mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci – si sono più che dimezzate in soli 40 anni.

Il Living Planet Report ci racconta che l’impronta ecologica, ovvero la misura del consumo di natura da parte dell’uomo, continua a crescere in maniera esponenziale. Causando una perdita di biodiversità che minaccia tutti i sistemi naturali della Terra e lo stesso benessere umano.

Tanti i dati che saltano all’occhio nel rapporto: per esempio, le popolazioni di diverse specie d’acqua dolce (pesci e anfibi, particolarmente vulnerabili al degrado degli ecosistemi) hanno sofferto un declino del 72% dal 1970 ad oggi. I responsabili sono tanti: la pesca, la caccia, i cambiamenti climatici, ma anche l’agricoltura, la produzione di cibo, le emissioni di anidride carbonica nell’aria causate dai mezzi di trasporto o dalle industrie. A questo proposito, l’Europa da sola è responsabile da sola del 50% dell’impronta totale di carbonio, ovvero le emissioni di gas che contribuiscono al cambiamento climatico e che derivano dall’uso di combustibili fossili come carbone, petrolio e gas naturale. Tanto che, calcola il WWF, se l’intera popolazione mondiale adottasse gli standard di vita europei per sostenerla servirebbero 2,6 volte le risorse presenti sul pianeta Terra.

La mano dell’uomo, però, come distrugge può ricreare. Le aree protette gestite efficacemente, spiega il rapporto, possono avere un ruolo molto importante per salvaguardare la fauna selvatica e possono ridurre anche della metà il tasso di declino delle specie rispetto alle aree non protette. C’è bisogno quindi di un’agenda che indichi quali sono i comportamenti virtuosi da adottare per salvare il Pianeta.

Il Living Planet Report  2014 è stato presentato a Milano nell’ambito delle iniziative che il WWF Italia realizza in avvicinamento a Expo 2015: il tema della produzione sostenibile di cibo è infatti fondamentale per il futuro dell’umanità e del pianeta stesso.

Cinzia Petito

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